lundi 5 décembre 2011

Intervista a Massimo Marchiori, ideatore di Volunia

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Cfr. versione in francese dell'intervista!

Questa intervista nasce da un post che ho scritto per presentare oltralpe Volunia, motore di ricerca tutto italiano di prossima generazione. Ringrazio di cuore Massimo, che si è prestato molto volentieri al dialogo, rispondendo alle mie domande.


1. Nel mio primo post pubblicato in francese per annunciare il lancio di Volunia, nell'insieme i commenti sono stati piuttosto negativi: "solo chiacchiere", soltanto uno in più dei tanti che hanno annunciato di voler sfidare Google e che sono finiti nel dimenticatoio, tanto lascia il tempo che trova, e persino "pubblicità ingannevole", ecc. Come rispondi a tutte queste persone, e più generalmente a tutti quelli che mettono le mani avanti senza neanche sapere di che parlano né in che consiste veramente Volunia?
Massimo:

Direi che... hanno ragione!

Hanno ragione perché Google è un gigante ed è impossibile per una start-up pensare di sconfiggerlo. E la storia è piena di esempi di "proclami" che per farsi pubblicità hanno annunciato di sconfiggere Google, e poi sono finiti male. Ma un conto è quello che si legge in molti titoli delle news (ho letto tantissimi "anti Google", oppure "Volunia vuole sconfiggere Google" etc.), un conto è quello che ho detto nel video Youtube. L'ho fatto di persona proprio perché volevo che il messaggio fosse chiaro e non equivocabile: il video è lì.

Non ho mai detto che con Volunia voglio sconfiggere Google, ed anch'io se sentissi qualcuno osare dirlo sarei scettico, perché Google attualmente è troppo grosso. E perché chiunque se ne intenda un po’ di motori di ricerca sa che fare un motore di ricerca che anche solo si avvicini a Google, senza nessuna innovazione, è già un lavoro tremendo, per la complessità che ormai fare un motore di ricerca "world-wide" ha raggiunto.

Quindi, niente "anti Google": ho detto che ho voluto fare un motore di ricerca diverso, che permetta alla gente di fare alcune cose meglio ed in maniera differente. Che sia simile al motore di ricerca del futuro che avremo fra cinque anni.

La competizione diretta è improponibile: Google per come lo vedo io è come un boxeur di 200 chili (per le risorse che ha). Potentissimo nella lotta, può sterminare ogni altro lottatore che pesa pochi chili (qualunque start-up). Quindi, ogni competizione diretta è pura follia, spreco di tempo e di energie.

Ma se invece di fare la lotta sul ring ci sfidiamo a carte, ecco che il boxeur non è così a proprio agio. E quindi, ecco il punto, occorre fare qualcosa di nuovo, smetterla di pensare che l'unico modo in cui si possa cercare sia quello dettato ora dagli attuali motori di ricerca, e pensare ad altri modi possibili.
2. Uno dei commentatori criticava anche il nome stesso di Volunia, dicendo che non era abbastanza semplice da diventare un riflesso per la gente che cerca sul Web. Potresti dirci com'è nato questo nome, il perché della sua scelta e la sua "etimologia creativa"?
Massimo:

Anche qui... sono d'accordo con il commentatore. E sono in disaccordo, contemporaneamente.

Trovare il "nome giusto", che vada bene a tutti, è impossibile. Volunia deriva dalle parole "volo" e "luna", che stanno a significare la nostra voglia di puntare in alto, di aspirare a qualcosa di più che semplicemente restare sulla normale terra cui siamo abituati. In più aveva il prefisso "vol" che ha portato fortuna all'altro socio finanziatore (Pireddu), che aveva fondato Voljatel, Telecom slovena.

Ma non era certamente l'unico nome che abbiamo valutato: perché ognuno di noi ha i suoi gusti, ma quello che conta sono le persone, non noi stessi. Avevamo selezionato un'altra trentina di nomi, alcuni anche molto più corti o magari più "trendy", e quello che abbiamo fatto è fare un sondaggio che includesse persone di tutto il mondo, dall'Italia alla Francia agli USA al Giappone alla Cina etc. etc., per avere il loro gradimento.

Alla fine, il vincitore è stato Volunia: a qualcuno non piaceva, ma alla maggioranza (nel mondo) è quello che è piaciuto di più. Dopodiché... dopo il nome, quello che conta veramente è cosa farà il motore. Anche "Google" all'inizio sembrava un nome strano e non attraente (per la radice "goo" in inglese, per la difficoltà di pronuncia in molte lingue), ma poi alla gente è piaciuto il motore, e ora piace anche il nome.
3. Capisco che non vuoi dirci molto sui dettagli per evitare di dare un vantaggio ai tuoi futuri concorrenti come Google o Microsoft, però quando affermi che cercare con Volunia significherà fare "una nuova esperienza" e vedere la ricerca con "una prospettiva diversa", cosa puoi dirci di più per incentivare la curiosità e le motivazioni delle persone ad iscriversi alla fase di "beta test" ed invogliarli a considerare queste premesse con uno sguardo decisamente più positivo ed ottimista?
Massimo:

Da anni in tutte le conferenze a cui partecipo vado dicendo che il più grosso errore che hanno fatto tutti quelli che volevano fare un nuovo motore è stato cercare di rifare Google, magari migliorandolo appunto del 10%.

Battaglia persa.

Ma non funziona così, per innovare veramente occorre discontinuità, non continuità. Occorre prendere il futuro lontano e cercare di avvicinarlo a noi, non migliorare di poco il presente. Ed è quello che ho cercato di fare con Volunia: forse non avrà successo, ma sono sicuro che fra cinque anni tutti i motori di ricerca saranno così, ed è quello che conta.
4. Cercando di capirne di più sul background che starebbe dietro alla creazione di un nuovo motore, ho trovato una tua intervista di un anno fa, di estremo interesse, anche perché secondo me potrebbe nascondere tra le righe alcuni dettagli sull'approccio che sta dietro a Volunia. Ne cito tre:

4.1. Quando dici "C'è qualcuno che sta provando a fare un motore di ricerca trasparente, ma è una strada impraticabile", parli di Volunia? In quel caso però, "strada impraticabile" saprebbe di sconfitta. A che cosa ti riferivi esattamente con questa frase?
Massimo:

Non mi riferivo a Volunia, parlavo del fatto che i motori di ricerca, così importanti nella società di oggi, sono praticamente senza controllo, per cui possono influenzare pesantemente le opinioni delle persone, come nessun media.

Possono decidere cosa mostrare e come mostrarlo, hanno troppo potere.


Un motore di ricerca trasparente sarebbe open-source, e tutti potrebbero controllare la sua imparzialità. Ma è ancora troppo presto per il motore open-source, perché oggi come oggi servono ancora troppi soldi per fare e mantenere operativo un motore di ricerca.
4.2. Quando evochi la preistoria del web, trasformato da un'enciclopedia ad una piazza sociale, aggiungi "è su questo concetto che bisogna concentrarsi", soffermandoti prima sull'interazione vocale, e poi su quello che chiami: "il mosaico sociale", concludendo che "l'obiettivo è oltre"... Potresti dirci se questo tuo concetto di "mosaico sociale" si riferisce anche a Volunia? E perché si? Oppure perché no?
Massimo:

No, il mosaico sociale è un altro progetto non-profit cui ho lavorato con due miei studenti: ho anche preso il dominio (www.supermosaic.org), ed il sistema è praticamente pronto, ma visto il lancio di Volunia, il lancio è stato rimandato.
4.3. Cominci l'intervista con queste parole: "Sono uno scienziato che vuole fare qualcosa di bello per il mondo". In che senso Volunia sarà in grado di "fare qualcosa di bello per il mondo"?
Massimo:

Qualcosa di bello per il mondo è quando le persone sono felici, quando riusciamo a migliorargli la vita, quando riescono a fare con meno fatica quello che facevano prima, o a fare cose nuove che sono utili. L'idea di Volunia mi è venuta proprio per questo, per aiutare le persone. Penso sia una cosa bella, che migliorerà il mondo: che abbia successo oppure no, ci avvicinerà al futuro, dando una mossa alla situazione attuale dei motori di ricerca, abbastanza statica per via dei grossi monopoli. È quello che intendo nel video con "let's shake the web".
5. Ho letto in un articolo che sembra saperne di più degli altri l'ipotesi seguente:

L’ipotesi più accreditata è tuttavia quella secondo cui Volunia dovrebbe basarsi sul concetto di web semantico o altrimenti detto 3.0. Volunia si discosterebbe quindi dalle logiche tradizionali utilizzate dai motori di ricerca, che elaborano le relazioni tra le pagine web, analizzando i collegamenti ipertestuali in esse contenuti. L’approccio semantico, al contrario, prevede che la connessione fra i testi e le parole vada al di là del legame sintattico, ma si basi soprattutto sul significato dei documenti pubblicati e sulla possibilità di metterli in relazione fra loro mediante parole-chiave che "sostengono" il testo scritto.

Ti risulta che questa ipotesi si possa applicare veramente a Volunia?

6. Quando parli di "interazione vocale", questa cosa mi fa pensare a Siri, tecnologia considerata da Eric Schmidt come una minaccia per Google. Ora dietro a Siri ci sarebbe Wolfram Alpha, e siamo in pieno nel Web semantico. Non solo! Trap.it, come Siri, si fonda su di un progetto Cognitive Assistant that Learns and Organizes per una ricerca personalizzata via la curation e l'intelligenza artificiale. Pensi che queste mie ipotesi si possano applicare anche a Volunia?

7. Conclusione: facendo un mix di tutti gli elementi di cui sopra, direi che oramai si passa dalla ricerca alla scoperta (from search to discovery) con un cocktail di web sociale e semantico sapientemente dosato. Quindi se dovessi definire Volunia in questo modo, cosa mi risponderesti: acqua, fuoco e fuocherello?
Massimo:

Alle domande 5, 6 e 7, purtroppo (perché ovviamente mi dispiace non poter rispondere, è una situazione spiacevole per uno che oltre che scienziato è un insegnante...) devo rispondere "no comment" per ora.
8. C'è qualcosa che vuoi aggiungere, a ruota libera?
Massimo:

Un paio di cose: la prima è che stiamo aspettando di raggiungere una adeguata massa critica, con abbastanza utenti da ogni parte del mondo, prima di partire con la fase di test.

È importante che sia un test mondiale, perché l'inizio del test implica svelare le novità di Volunia, e quindi deve essere un test completo. Per questo stiamo ancora aspettando, chiedo quindi a tutti un po’ di pazienza.

Secondo, vorrei aggiungere che Volunia ha un grandissimo margine di miglioramento: ora abbiamo implementato solo una parte di tutta la visione che ho in mente, perché ad un certo momento occorre andare pubblici, e le nostre risorse sono limitate.

Volunia uscirà con una parte significativa per le novità che porta, ma tante altre sono in lista d'attesa. Dipenderà dalla fiducia che ci daranno gli utenti: siamo una start-up, e non abbiamo finora avuto grosse risorse economiche come Google o Microsoft o Yahoo, anzi.

Ma se le persone capiranno lo sforzo che abbiamo fatto e la visione di futuro che stiamo proponendo, e Volunia comincierà ad avere successo, allora inizierà il vero divertimento, e sarà tutto il mondo del web a beneficiarne.
(Le parti evidenziate con grassetto nelle risposte di Massimo sono mie)


Grazie ancora a Massimo Marchiori, e augurissimi di lunga vita e tanto successo a lui e a tutta l'équipe dietro a Volunia!

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